Pablo Alborán

Pablo Alborán può essere considerato una pietra miliare della storia della musica spagnola nel XXI secolo, nonostante il suo, per ora, breve percorso artistico.

In due soli anni e con due album pubblicati, è riuscito ad ottenere un impatto mediatico senza precedenti con alcune canzoni che hanno catturato l’attenzione di milioni di persone in Spagna, Portogallo e in America Latina, scritte grazie a una ispirazione che possono vantare pochi privilegiati nel campo.

Con più di un milione di dischi venduti, Pablo Alborán è stato l’artista che ha venduto di più in Spagna nel 2011 e nel 2012, un evento senza precedenti nella storia della musica spagnola per un musicista al debutto.

Nonostante un così veloce e clamoroso successo, nulla ha cambiato la personalità di questo ragazzo, che non ha perso la testa, è rimasto semplice e sempre vicino ai fans, cosciente del fatto che senza di loro nulla sarebbe stato possibile.

I records raggiunti sin dal debutto sono numerosi: ben 21 dischi di platino accumulati in Spagna, 85 settimane di permanenza al top delle classifiche in Spagna e in Portogallo, numerosi premi ricevuti (tra i più recenti ricordiamo Miglior Artista e Miglior Canzone per i “40 Principales” 2012 e il premio Cadena Dial 2012 ), concerti con sold out costanti.

E’ la storia di un artista unico, irripetibile, che ha consegnato alla musica, per così dire, un aspetto a dimensione d’uomo, dimostrando che i sogni possono realizzarsi.

Forse è proprio questa la chiave del “fenomeno-Alborán”.

Il 1 febbraio del 2011 Pablo pubblica in Spagna il suo primo album; il 15 novembre dello stesso anno regala al pubblico il suo secondo lavoro: “En Acústico“, registrato in diretta durante la sua intensa attività concertistica.

Il 6 novembre del 2012 viene alla luce “Tanto“, il suo terzo album e secondo in studio di registrazione.

Tre dischi in soli tre anni è un traguardo sbalorditivo per un artista poco più che ventenne, ma stupisce ancora di più rendersi conto di tutto quello che è stato conquistato in questo breve periodo di tempo, grazie a pezzi dal sapore popolare andaluso, ma non solo, che senza mediazioni arrivano velocemente a toccare le corde emotive della gente comune e di celebrità e personalità altisonanti come Kelly Rowland o Michelle Obama.

Nato a Malaga ( Spagna ) il 31 maggio del 1989, Pablo Moreno de Alborán Ferrándiz, figlio dell’architetto Salvador Moreno de Alborán Peralta e Elena Ferrándiz Martínez, è un giovanissimo cantautore.

Dopo aver abbandonato gli studi universitari nel settore pubblicitario ed aver lasciato in sospeso lo studio della filosofia, ha dato vita a una produzione musicale che lo contraddistingue con uno stile inconfondibile nel panorama del pop spagnolo attuale.La sua storia inizia, potremmo dire, dal divanetto bianco del suo studio domestico, divanetto che appare nei video caricati quasi in modo scherzoso su You Tube, che hanno fatto però il giro non del quartiere, ma del mondo. Inizialmente cantava con un gruppo di flamenco in un ristorante della sua adoratissima Malaga. In seguito la sua carriera ha compiuto un passo decisivo quando, in piena adolescenza, ha incontrato il produttore Manuel Illán. Ha registrato un demo nel quale è inclusa una cover di “Deja de volverme loca” di Diana Navarro. Grazie a Illán questa versione è stata ascoltata dalla cantante, che ha dimostrato un grande interesse per il giovane ed ne è diventata la mentore, la “hada madrina”. Seguì l’epoca dei concerti nei bar di tutta la penisola iberica: nel 2011 l’artista “malagueño” è stato impegnato in non meno di 60 concerti, cominciando dai palcoscenici più modesti per arrivare al “tutto esaurito” del “Palacio de deportes” di Madrid.

Il passaparola delle reti sociali ha anticipato, tra i suoi fans, l’attesa del suo primo album omonimo, ancora prima della pubblicazione. Il loro sostegno lo ha reso un artista di categoria pluristellata in tempi mai visti prima. In un curriculum di questa “altezza” non potevano mancare collaborazioni internazionali sia in sala registrazione, che sui palchi e schermi televisivi, basti pensare a Diana Navarro, Estrella Morente, la fadista portoghese Carminho, Sergio Dalma, Alejandro Sanz, Jessy&Joy e con nomi più noti al pubblico italiano come Miguel Bosé, Tiziano Ferro e Laura Pausini.

Potremmo continuare a lungo sciorinando la lista delle sue inarrestabili scalate delle classifiche di ogni sorta nell’ultimo anno, per citare qualcosa da prima classe potremmo ricordare le sette nominazioni ai “Grammy Latinos” che hanno appena avuto luogo a Las Vegas e il trionfo innegabile di un tour ben nutrito di date, che iniziato lo scorso 17 maggio ad Almeria e ha portato il cantante andaluso ad incantare tutta la sua amata terra d’origine, il Portogallo, il Chile, il Venezuela, il Messico e che nel 2014 lo vedrà anche in Argentina.

Molti altri paesi europei e gli stessi Stati Uniti hanno manifestato chiari segni di interesse per la produzione musicale di un cantautore ventiquattrenne, che nonostante una crescita instancabile come compositore, accompagnata da una prematura quanto incredibile maturità come musicista, sembra inspiegabilmente riuscire a conservare la magia e la freschezza di una voce e un talento quantomai originali; gli stessi che avevamo scoperto sentendolo cantare dalla prima volta.

A cura del fan group Pablo Alboran Italia

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